Il prossimo anno sarà veramente complesso, in quanto stiamo uscendo da una profonda recessione mondiale che trascinerà dietro di se' molti problemi e molte difficoltà.
Il mondo aziendale ha ben chiaro tutto questo, quello che però risulta meno evidente è come affrontare queste sfide.
Dal canto loro, i manager dell’area Risorse umane sono consapevoli di quale contributo possono portare per cogliere appieno le opportunità del prossimo periodo. Devono fare in modo che ogni persona in azienda sia in grado di apportare il proprio valore e le proprie capacità alla più alta intensità possibile. La competenza professionale è un’area di indagine essenziale per chi opera nell’ambito delle risorse umane. È chiaro che in un mondo dominato da nuovi scenari di mercato, nuove tecnologie e una concorrenza sempre più accesa, disporre di una struttura organizzativa chiara e solida è di fondamentale importanza per produrre valore, fornendo orientamento e struttura sia ai singoli che ai gruppi. Mappare le competenze aziendali rappresenta uno dei passi decisivi verso una gestione efficace delle risorse umane. Si delinea, cioè, con chiarezza la necessità di tale attività, cercando suggerimenti sugli strumenti più efficaci per massimizzare i benefici di una mappatura aziendale accurata e oggettiva.
Proprio per ovviare a questa necessità abbiamo intervistato Marco Masella, presidente e fondatore della Scuola di Palo Alto,la business e management school milanese che vanta quasi 20 anni di esperienza nel settore della formazione, della consulenza, del coaching e dello sviluppo manageriale che per prima in Italia a proposto prodotti formativi al mercato mondiale, siglando un accordo con Profiles International per introdurre strumenti di analisi organizzativa on line e strumenti di diagnosi di uso internazionale. Secondo, Masella. La motivazione è ingrediente essenziale grazie al quale diamo il massimo per garantire performance elevate che portano beneficio alla nostra soddisfazione personale, e ai risultati della nostra organizzazione. Va da sè l’importanza di saper riconoscere la presenza (o l’assenza) nei collaboratori e capire cosa fare per tenerla sempre viva (o stimolarla).
«Oltre alla motivazione afferma Masella- altri fattori comportamentali quali la capacità di adattarsi ai cambiamenti, la gestione dei conflitti e dello stress, lo spirito d’iniziativa, la capacità di lavorare in gruppo e il problem solving impattano sul rendimento e la qualità del lavoro. La mediocrità del proprio responsabile è uno dei motivi principali per cui un collaboratore decide di lasciare l’azienda. I manager all’interno di una organizzazione sono responsabili della conduzione e gestione delle risorse umane e materiali. Il loro successo, o insuccesso, ha un impatto enorme sulla redditività aziendale. La tua azienda non può permettersi manager che non sono in grado di fare il proprio lavoro. Non sempre risulta facile valutare i collaboratori su aspetti a volte impalpabili che spesso lasciamo spazio a un approccio soggettivo più che a considerazioni oggettive, per capire quali aspetti di un individuo impattano sulla performance e sul clima aziendale. I Profili di ruolo mettono a confronto la qualità dei candidati con le caratteristiche richieste da un certo ruolo, spesso determinate dai top performer in quel ruolo».
GNS: Ma cosa evidenziano esattamente i profili?
Marco Masella: «Evidenziano - risponde il presidente della Scuola di Palo Alto - il grado di aderenza del candidato alla posizione in questione. Da uno studio pubblicato su Harvard Business Review è emerso che delineare Profili di ruolo accurati consente di prevedere in modo più preciso il successo professionale rispetto ad altri fattori comunemente accettati quali istruzione, esperienza e formazione. Abbinando le persone alla posizione più adeguata per caratteristiche e abilità, si ottiene un aumento dell’efficienza e della soddisfazione, riducendo allo stesso tempo stress, tensioni, conflitti, incomprensioni nella comunicazione e costosi avvicendamenti di personale. È fondamentale approfondire i metodi per la creazione dei Profili di ruolo, guidando le aziende verso una gestione strategica delle risorse umane».
Proprio in considerazione di tutto ciò la Scuola di Palo Alto insieme a Profiles International ha deciso che anche per l’Italia è giunto il momento di considerare gli assessment e il miglioramento delle performance come uno strumento digestione quotidiano di cui non si può fare a meno.
«Le persone per funzionare al meglio -sottolinea Masella - devono essere nel posto a loro più congeniale. Una ricerca di alcuni anni fa ha evidenziato come una persona messa nel posto sbagliato possa arrivare a perdere quasi di 70% di performance, mentre una messa al posto giusto può incrementare la qualità e i risultati del suo lavoro del 93%. Ciò significa che se i collaboratori non sono dove devono essere, dal punto di vista organizzativo, abbiamo bisogno di più di tre persone per far funzionare una posizione e contemporaneamente ci dice che se abbiamo messo le nostre persone al posto giusto un solo individuo può far funzionare quasi due posizioni e, aggiungo, probabilmente divertendosi e ricavandone un’enorme soddisfazione personale. Se ancora pensate che gli Assessment non fanno per voi siete forse destinati a soffrire sempre nel mondo del business. In Italia più che in altre parti del mondo il costo del personale arriva a toccare livelli di costo veramente notevoli. E incredibilmente proprio in Italia più che da altre parti l’uso degli assessment in ogni ambito sociale è assolutamente ridicolo».
E a cosa è dovuta la colpa di un così scarso utilizzo? «Forse - conclude Masella - deriva dalla imprevedibile e in alcuni casi modesta qualità o soprattutto dai limiti che fino ad alcuni anni fa l’utilizzo di questi strumenti avevano. Gli assessment del passato presentavano limiti in relazione a vari ordini di difficoltà: erano troppo costosi; non potevano essere utilizzati per numeri elevati di persone, il processo non era realmente standardizzabile; ogni situazione finiva col diventare soggettiva e unica; i tempi per ottenere la chiusura del processo erano troppo lunghi.
Una recente ricerca ha evidenziato inoltre che circa il 50% non possedeva supporto scientifico. La lista potrebbe continuare, ma conviene concentrarci sulle novità che il mondo dell’assessment oggi offre. Profiles International da oggi è presente anche in Italia come in altri 122. Ma siamo l’ultimo Paese occidentale a introdurre le loro metodologie.
Da anni Il resto dei inondo utilizza gli Assessment nel modo più utile e cioè su grossi numeri, costruendo profili di ruolo di riferimento, con una validazione scientifica di livello statistico e a basso impatto psicologico, ma soprattutto con soluzioni a bassissimo costo, il 2010 sarà dedicato al mondo dell’Assessment con l’apertura di un’area ad hoc da parte della Scuola di Palo Alto con 12 seminari tematici e l’organizzazione di un meeting delle Risorse umane, che assumerà carattere annuale, dedicato all’incontro tra professionisti Hr e Assessment specialist per discutere delle tendenze e conoscere le ultime ricerche del settore e i nuovi sviluppi. L’evento è concepito come un insieme di incontri monotematici all’interno di una conferenza generale è offre l’opportunità di creare un collegamento tra esperti con l’intervento di alcune delle più importanti figure nel panorama internazionale».
Ringraziamo il Dott. Marco Masella per aver gentilmente concesso questa intervista e condiviso la sua esperienza e quella della Scuola di Palo Alto.
Per informazioni: www.scuoladipaloalto.it
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