Davide Busani, Food Sector Manager di DNV Italia parteciperà insieme al suo team all'incontro sulla sicurezza agroalimentare Security Food Excellence 2010 , organizzato da Global Networking Strategies a Bologna al Grand Hotel Baglioni il prossimo 11 Marzo, presentando la sua expertise riguardo l'evoluzione e il valore della certificazione nel settore agroalimentare.
GNS: Dott. Busani, la ringraziamo per la sua disponibilita' a questa intervista con Global Networking Strategies.
L’evoluzione degli stili di vita e la globalizzazione dei gusti e dei comportamenti d’acquisto, non solo aumentano le aspettative dei consumatori sul piano della qualità e delle novità di prodotto, ma li rendono ancora più attenti alla salute e alla sicurezza.
Per rispondere a questa nuova realtà, molte imprese alimentari hanno diversificato la loro offerta e ampliato la rete dei fornitori in diverse aree geografiche. Ciò ha determinato un’estensione della filiera, con problematiche gestionali e fattori di criticità molto elevati: dove tutto è globale e collegato, infatti, le conseguenze di ogni eventuale incidente legato alla sicurezza dei prodotti alimentari si ripercuotono rapidamente su tutta la filiera.
Come può il settore agroalimentare affrontare in maniera adeguata questa fase di profondi e rapidi cambiamenti?
Davide Busani: La complessità degli scenari globali espone le imprese a molteplici rischi che possono incidere sui processi di produzione e trasformazione attivi lungo la filiera, mettendo a repentaglio l’integrità e la sicurezza dei prodotti. Ciò pone le imprese di fronte a una scelta obbligata: per costruire e non compromettere la fiducia dei consumatori e degli stakeholder, devono identificare e valutare tutti i potenziali fattori di rischio e attuare in modo proattivo, lungo l’intera filiera, i processi e le metodologie, secondo gli standard internazionalmente riconosciuti e le best practice, necessari per proteggere gli asset aziendali tangibili e intangibili a salvaguardia del loro business e della reputazione del loro marchio. Anche perché, secondo una recente ricerca Nielsen condotta a livello mondiale, il 68% dei consumatori ritiene che proprio le aziende alimentari abbiano le maggiori responsabilità nel garantire la sicurezza.
GNS: Su quali standard si orientano prevalentemente le imprese?
Davide Busani: Se le certificazioni del sistema qualità sono ormai un dato acquisito anche nella food industry, una delle principali aree su cui si concentra l’interesse delle imprese, proprio a causa dello scenario descritto, è ovviamente rappresentata dalle diverse certificazioni relative alla sicurezza e alla tracciabilità, dagli standard internazionali ISO 22000 (sistema gestione sicurezza alimentare) e HACCP agli standard “privati” promossi dalla grande distribuzione internazionale quali BRC, IFS e SQF 1000/2000. In questo ambito, le aziende hanno ora a disposizione un altro strumento fondamentale, vale a dire il nuovo schema di certificazione per la sicurezza agroalimentare FSSC 22000, gestito dalla Foundation for Food Safety Certification
GNS: Perché un nuovo standard e qual è la sua importanza?
Davide Busani: Per rispondere è necessario fare un passo indietro e vedere come si è arrivati alla sua elaborazione. Quando è stato rilasciato lo standard ISO 22000, la food industry ne ha intuito le potenzialità nell'armonizzare i sistemi per la sicurezza basati sulle specifiche HACCP. Tuttavia, è stata messa in dubbio la sua capacità di rispondere alle esigenze di tutti gli attori della filiera, specialmente i retailer (con particolare riguardo alla “due diligence”). La GFSI (Global Food Safety Initiative) - il più autorevole gruppo di interesse che riunisce le aziende agroalimentari - ne ha effettuato a questo punto una gap analysis informale sulla base di criteri ampiamente condivisi, confrontandolo con gli standard più diffusi come BRC, IFS e Dutch HACCP. L’analisi ha effettivamente confermato che l’ISO 22000, essendo focalizzato su una logica di sistema di gestione, non copriva con sufficiente dettaglio i programmi dei pre-requisiti (PRP); inoltre mancava un'entità responsabile del processo di certificazione. Il programma FSSC 22000, che unisce l'approccio specifico dei sistemi di gestione, la metodologia HACCP e linee guida PRP dettagliate, ha raccolto le indicazioni così emerse, diventando il quinto schema di certificazione approvato da GFSI dopo BRC, IFS, SQF 2000 e Dutch HACCP.
GNS: Può aggiungere qualche dettaglio sulle caratteristiche di FSSC 22000?
Davide Busani: Lo schema FSSC 22000 è basato sugli standard ISO 22000, PAS 220 e ISO/TS 22003. La sua caratteristica peculiare è proprio il ricorso alle specifiche PAS 220 (Publicly Available Specification), che definiscono i requisiti per le verifiche degli standard di sicurezza nell'ambito dei processi produttivi lungo tutta la supply chain. Pubblicato nell'ottobre 2008 dalla BSI (British Standards Institution) e sostenuto da Danone, Kraft, Nestlè, Unilever e CIAA (Confederazione delle Industrie Agroalimentari dell'Unione Europea), lo standard PAS 220 copre diversi aspetti fondamentali per la sicurezza, come, ad esempio, le caratteristiche di edifici e ambienti di lavoro, la gestione dei materiali e il magazzinaggio, l’igiene del personale e la pulizia delle attrezzature, ma anche il controllo di pesticidi, le procedure di richiamo dei prodotti, la biovigilanza e il bioterrorismo.
GNS: E i suoi vantaggi?
Davide Busani: Lo schema FSSC 22000 risponde al meglio ai requisiti di sicurezza dei processi delle imprese agroalimentari perché è la sintesi di tre approcci:
• Un funzionale framework per sistemi di gestione, integrato nel sistema di gestione dell'azienda e conforme ad altri standard come ISO 9001 e ISO 14001.
• Un’efficace metodologia di identificazione dei pericoli e gestione dei rischi basata sui principi HACCP.
• Una guida dettagliata dei programmi dei pre-requisiti, come richiesto dalla sezione ISO 22000, adattata alle esigenze specifiche dei retailer relative al processo di due diligence e alle problematiche correlate.
GNS: Cosa devono fare le imprese per prepararsi alla certificazione?
Davide Busani: Innanzitutto identificare, valutare e controllare i possibili pericoli per la sicurezza a tutela dei consumatori. Il processo descritto da FSSC 22000 insiste, inoltre, sulla centralità della comunicazione: all’interno dell’azienda per aggiornare tutte le funzioni coinvolte sullo sviluppo del sistema di gestione e, all’esterno, per assicurare un costante scambio di informazioni relative alla sicurezza dei prodotti lungo tutta la filiera. Nella sostanza, le imprese che hanno già conseguito la certificazione ISO 22000 dovranno soltanto effettuare una nuova verifica in base alle specifiche PAS 220 per aderire al nuovo programma di FSSC 22000.
GNS:Per concludere, qual è, in sintesi, il contributo di DNV alle sfide dell’agroalimentare?
Davide Busani: Leader nel mondo della certificazione e del risk management, DNV è un punto di riferimento anche nel mercato agroalimentare, con oltre 2.000 aziende certificate in Italia e 5.000 nel mondo. Per accompagnare le aziende in un percorso di gestione proattiva dei rischi e di miglioramento delle performance, propone una vasta e articolata gamma di servizi globali di certificazione correlati alla sicurezza alimentare e a tutti gli standard del settore, compreso il nuovo FSSC22000. DNV è in grado di aiutare le aziende ad individuare il processo di certificazione più idoneo tramite accurate Gap Analysis e di sostenere percorsi formativi sugli standard FSSC22000, ISO22000 e PAS220. E’ evidente che le certificazioni, rilasciate da un ente terzo indipendente così autorevole, da un lato permettono di ridurre i rischi e recuperare competitività, dall’altro sono una garanzia di imparzialità e di trasparenza che rafforza il rapporto di fiducia dell’azienda con i clienti, i fornitori e i consumatori.
Ringraziamo il Dott. Davide Busani per aver gentilmente concesso questa intervista e condiviso la sua esperienza e quella di DNV Italia.
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